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Via T. Tasso, 57 Palermo

Ricezione via satellite

Lo stretto indispensabile

Lo strumento essenziale per ricevere i canali satellitari è una parabola. In Italia per ricevere il satellite HotBird, dal quale dal quale sono trasmessi i canali accessibili tramite TivuSat, ne basta una da 80 cm di diametro che va puntata verso la costellazione di satelliti HotBird, in direzione sud con angolazione 13° Est.

Per avere un’idea concreta della direzione verso la quale va orientata la parabola, spesso basta semplicemente guardarsi attorno: se negli stabili adiacenti c’è una parabola già puntata, basta “copiare”: la quasi totalità delle parabole in Italia è puntata infatti verso HotBird. L’unica condizione è quella di non essere completamente oscurati nella direzione verso la quale va puntata la parabola: questo può capitare solo nei rari casi di stabili molto bassi che abbiano a fianco, proprio nella direzione di puntamento, palazzi decisamente più alti. Negli altri casi, soprattutto se si può montare l’antenna sul tetto dello stabile, non ci sono problemi

Ma tutti possono mettere la parabola?

Oramai allestire l’impianto satellitare non è più complicato come fino a qualche anno fa: ci sono tecnologie impiantistiche che permettono di semplificare l’installazione anche in condizioni difficili e in stabili datati, permettendo la sistemazione della parabola sul tetto ed evitando l’effetto antiestetico del montaggio sui balconi. Malgrado ciò, spesso le ritrosie degli utenti a ricorrere al satellite sono dettate più che altro dall’idea che sistemare una parabola sia difficile o inevitabilmente antiestetico. O che addirittura sia vietato dai regolamenti condominiali.

Va chiarito a questo proposito un aspetto: innanzitutto, è evidente che è preferibile, in caso di condomini, l’allestimento di un impianto satellitare centralizzato, sia per motivi impiantistici che economici; ma non sempre si riesce a raggiungere la maggioranza necessaria per deliberare la spesa. Ma questo non è mai un problema: infatti, in forza del cosiddetto “diritto d’antenna” ogni condomino ha diritto a installare la propria parabola sul tetto condominiale; e questo diritto di antenna resta valido anche se il lastrico solare non è di pertinenza condominiale ma è di proprietà di un terzo: il condomino ha comunque il diritto di installarvi la propria antenna.

Questo vale ovviamente anche per un gruppo di condomini, che pur non avendo trovato il riscontro della maggioranza del condominio, voglia realizzare il proprio impianto satellitare condiviso, una sorta di impianto centralizzato ma riservato solo ad alcune abitazioni, che si dividono i costi.

Il condominio, quindi, non si può opporre all’installazione di una parabola sul tetto da parte di uno o più proprietari, né all’utilizzo delle canalizzazioni condominiali per il passaggio del cavo. Malgrado ciò è sempre buona norma di civile convivenza condominiale informare l’assemblea condominiale della propria intenzione di installare la parabola, dando le opportune garanzie sul fatto che l’intervento venga fatto da un installatore certificato e a regola d’arte.

L’importanza del cavo e della distribuzione

Nella distribuzione del segnale, molto importante è il tipo di cablaggio utilizzato: il classico cavo coassiale è il più economico e diffuso, ma ha il difetto dell’ingombro all’interno delle canaline per la distribuzione, un problema  a volte insormontabile in condomini di costruzione anche recente.
Un altro tipo di cablaggio, più moderno ma che comincia ad essere diffuso ed è sempre più utilizzato dagli installatori, è quello in fibra ottica: si tratta di un cablaggio molto sottile e in grado di minimizzare le perdite nella qualità del segnale anche su distanze molto lunghe.

Con i cavi in fibra ottica si possono facilmente cablare anche vecchi condomini, riuscendo a utilizzare le strette canaline interne ed evitando complicati e antiestetici sistemi di distribuzione esterna. Rovescio della medaglia sono i costi un po’ più elevati rispetto al cavo coassiale, ma ampiamente ripagati dai vantaggi.

C’è anche un’altra soluzione molto interessante per gestire le situazioni di cablaggio difficile, soprattutto nella distribuzione a livello di singolo appartamento: si chiama Unicable (o SCR) ed è uno standard di comunicazione che permette di servire fino a quattro prese satellitari con un solo cavo, a patto però di utilizzare un ricevitore compatibile con questo standard.

L’impianto ideale per le abitazioni unifamiliari

Nella case singole l’impianto deve servire un numero ridotto di utenti, in genere fino a 4 diversi ricevitori.

Convertitore LNB a 4 uscite

L’installazione in questi casi è piuttosto semplice, al limite anche per un solo ricevitore, e si può utilizzare un sistema di distribuzione con cavo coassiale e convertitore LNB di tipo universale, utilizzando semplici partitori di segnale per distribuire il segnale ai diversi ricevitori quando necessario. Per questo tipo di installazioni il costo è abbastanza ridotto e dovrebbe attestarsi tra gli 80 e i 130 euro per ogni presa d’antenna desiderata. In caso di qualche difficoltà nel passaggio dei cavi si può risolvere utilizzando un cablaggio Unicable, scelta che comporta un piccolo aumento dei costi dell’impianto e la necessità di utilizzare decoder compatibili.

L’impianto condominiale

Quando gli utenti da servire sono tanti il miglior sistema di ricezione satellitare è quello con cablaggio “verticale” in fibra ottica e la distribuzione di piano in cavo coassiale, se reso necessario da vincoli strutturali, anche in tecnologia Unicable. Per un impianto condominiale cablato in fibra ottica i costi sono più alti, possono raggiungere i 200 e i 250 euro per utenza.

Nulla vieta, comunque, se lo spazio nelle canaline di distribuzione è sufficiente, di usare i classici cavi coassiali: il costo dell’impianto si ridimensiona.

Il caso più semplice: quando l’impianto c’è già

In molte abitazioni di recente costruzione l’impianto satellitare centralizzato è già presente. Molte volte però viene trascurato perché i canali gratuiti disponibili sembrano pochi. Sembrano appunto, perché invece l’offerta gratuita è ampia all’interno del bouquet gratuito TivùSat. Per vedere i canali del bouquet Tivùsat basta acquistare un decoder certificato oppure la Smarcam Tivusat per un televisore già dotato di decoder satellitare integrato e certificato Tivùsat. Basta collegare il TV o il decoder alla presa satellitare (si riconosce dai bordi filettati, mentre quella terrestre è liscia).